venerdì 29 febbraio 2008

At the end...

Difficile descrivere le sensazioni di questi ultimi momenti...tra poco scatta l'ultimo giorno!Voglia di tornare a casa? Sì, certo. Voglia di rivedere i propri cari, riabbracciarli, fiumi di cose da raccontare, fare un giro tra i miei amati campi, accarezzare il mio cane, giocare con i gatti...Voglia di rimanere? Hai voglia! Qui si sta bene, dopo essersi ambientati, aver instaurato dei rapporti positivi, aver conosciuto la città...c'è ancora tanta voglia di conoscere e di imparare! E poi solo in uno dei pub più antichi di Londra, all'Old Thameside Ill, posso trovare una torta al cioccolato così! Chiara non ha voluto assaggiarla, le ricordava i due muffins che si era mangiata nel pomeriggio! Ma il giorno della partenza non si cambia. La valigia si sta riempiendo velocemente...chi ha detto che a Londra non si riesce a fare shopping?! Ho già tolto dalle pareti i poster, buttato via brochure, volantini, le scorte di cibo stanno finendo, domani due di noi partono...sì, tutto lascia intendere che siamo proprio alla fine. Questa esperienza mi è servita, mi ha arricchita per la mia vita e per il mio lavoro.
Grazie a chi ha reso possibile tutto questo.

giovedì 28 febbraio 2008

Siamo agli sgoccioli...

Siamo agli sgoccioli...sono gli ultimi giorni in quel di Londra! Sabato abbiamo gironzolato tra dipinti e sculture al Tate Britain...gran parte dello spazio espositivo viene utilizzato per collezioni storiche dell'arte britannica, ma ci sono anche alcune opere contemporanee e sculture. Qui è possibile ammirare una Londra ormai appartenente al passato e tanti scorci di paesaggi inglesi, inclusa la zona di Brighton.
Domenica abbiamo organizzato una gita fuori porta, destinazione: Cambridge. Arrivati alla stazione di King's Cross eravamo indecisi da che binario partire: 9 e 3/4 o 7. Alla fine il treno per Cambridge è arrivato, binario 7. Una città di college, college e college! Strutture antiche costruite intorno a giardini con il tipico prato all'inglese, magari un laghetto e una cappella. Mi ha particolarmente colpito la cappella del King's College di Cambridge, enorme! Peccato, non averla ammirata in toto anche all'interno. In piazza abbiamo dato uno sgurado al mercato, fatto poi una passeggiata lungo il fiume, una pausa al pub per recuperare le forze, un giro per negozi e via verso la strada del ritorno abbandonando la città di tante menti studianti.
Lunedì, come da programma, ci siamo recati al Royal Botanic Garden, conosciuto anche come Kew Gardens, un esteso complesso di serre e giardini. Io e Martina con decisione nel freddo della giornata ne abbiamo visto una buona parte. In particolare ci siamo soffermate nelle serre dove si potevano ammirare molte specie esotiche. Inoltre c'era l'esposizione delle statue del famoso scultore Henry Moore, un'occasione rara per poter ammirare così tante sue opere tutte insieme. All'interno dei Kew Gardens c'era anche la Grande Pagoda, ispirata al modello della Taa cinese. Martedì abbiamo pranzato con Simon e Christine, abbiamo consegnato i report a Simon...e dopo averli letti ci ha riempito di complimenti! Mercoledì ho fatto un lungo giro per Oxford Street. Ieri finalmente ho visto il parco vicino a casa: Hampestead Heath. Grandissimo e selvaggio. Non è il tipico parco che si trova qui a Londra perchè al posto del prato ci sono gli alberi lasciati crescere disordinatamente. E al posto degli scoiattoli ci sono i daini!

venerdì 22 febbraio 2008

Wandering around

Domenica c'era il sole, una giornata ideale per un giro nel parco...quale ci manca ancora? Ci si dirige verso Richmond, una zona a sud ovest di Londra che regala un'incantevole passeggiata sul fiume Tamigi piccino, piccino...sembrava il Ticino...e anche le sue sponde...una copia quasi identica...non è nostalgia, l'ha notato anche Simona!
Lunedì e martedì giornate piene al King's College, lezione mattina e pomeriggio. L'argomento di lunedì era la comunicazione, in generale come comunicare con differenti interlocutori e in particolare come un professore può comunicare con i genitori dei suoi alunni. Un insegnante si trova spesso a doversi confrontare con i genitori e sicuramente diventa utile averne discusso e aver ricevuto dei consigli in merito. Come si comunica con i genitori? Attraverso differenti mezzi: telefono, e-mail, lettera e spesso li si incontra di persona. Abbiamo anche visto un video in cui un insegnante non ancora esperto chiede consiglio su come parlare con i genitori dei propri ragazzi, quali sono le caratteristiche di un buon comunicatore? ecco la risposta con alcuni consigli: parlare in modo diretto ed onesto, dare una brutta notizia in mezzo ai due buone notizie (good news sandwich), usare correttamente il linguaggio del corpo ad esempio non incrociando le braccia, ma aprendole e parlando mostrando i palmi delle mani, ascoltare il proprio interlocutore e fargli capire che lo si sta ascoltando e cercare di comprendere le aspettative dei genitori. I nostri colleghi si sono anche cimentati nell'interpretare diversi personaggi, la trama: un genitore chiede notizie e consigli sul proprio figlio ai professori e agli psicologi, confrontandosi anche con altri genitori...un buon esercizio. Martedì ci sono state delle presentazioni in coppia riguardo a diversi argomenti della durata di 10 minuti ciascuna. La cosa eccezionale sta nel fatto che sono stati ripresi con la videocamera e nel pomeriggio si sono rivisti. Un modo per rendersi conto dei propri errori e per ricevere consigli. Gli spunti di riflessione per migliorarsi erano vari. Qualche esempio: l'introduzione era chiara? La struttura delle frasi era facile da comprendere? Si sono fatte troppe ripetizioni? Si sono enfatizzati i punti più importanti? Abbiamo anche fatto una dissezione di cuore, polmoni e fegato.
Mercoledì treno preso in corsa verso Brighton, siamo stati al mare! E' stato molto piacevole passaggiare lungo mare e girare un pò per la cittadina. La spiaggia è di sassi e l'acqua è freddissima. Simon ci ha fatto da cicerone per la città, poi dopo qualche ora e qualche chilometro ha ripreso la bicicletta ed è scomparso tra le viuzze del centro.
Giovedì un salto al Science Museum e un salto tra gli shops. Oggi siamo stati ad accogliere la professoressa Magna in visita a Londra per qualche giorno, abbiamo chiaccherato, ci siamo scambiati news inglesi e italiane e pranzato in un pub.

sabato 16 febbraio 2008

Museums

Lunedì mattina niente lezione al King's College, giornata libera.
Da martedì in poi sono stata nella scuola di Chiara e in quella di Michele. Ho seguito diverse lezioni e ho notato come in tutte le scuole gli argomenti e anche gli esperimenti si ripetano. Cambia la prontezza e la voglia dei ragazzi di patrtecipare alla lezione, questo di solito dipende dal livello di preparazione. In entrambe le scuole esiste la figura del form teacher ossia quell'insegnante che si occupa delle questioni disciplinari, ignoro tuttora se nella mia scuola, la Queen's School, c'era una figura di questo tipo, mi informerò. Entrambe le scuole sono molto grandi e i ragazzi sono abbastanza attenti e disciplinati.
Il giorno di San Valentino dovevate vedere quante ragazze avevano le rose, la scatola di cioccolatini, la letterina, il pupazzetto e il pallocino a forma di cuore! Che romantici, facevano invidia, anche se poi ci pensi e dici in effetti qui la pubblicità ha fatto il suo dovere, magari è meglio trovare qualcosa di particolare e privato per festeggiare questo giorno e comunque anche ogni altro giorno può andare bene...però che carini! Ho completato così il mio giro per le scuole londinesi, sono stata fortunata perchè ho potuto vedere e capire realtà diverse.
Grazie ai miei colleghi dell'opportunità che mi hanno dato chiedendo il beneplacito della scuola!
Ieri sono stata al British Museum, mummie e sarcofogi a iosa. La struttura è spettacolare, pensate che il museo ospita sei milioni di oggetti che testimoniano la storia e la cultura materiale dell'umanità dalle origini ad oggi, ma molti di questi sono ammassati negli scantinati per mancanza di spazio! Qui c'è la famosa "stele di Rosetta" una lastra in granito scuro che riporta un'iscrizione con tre differenti grafie: geroglifico, demotico e greco. Lo studio di queste scritte ha fornito la chiave per decifrare i geroglifici egizi.
Oggi ci si è alzati con calma, è sabato! Si incomincia con un'abbondante colazione, si passa a scambiare qualche chiacchera con gli amici a casa, che è sempre così bello sentirli per ciciarare un pò, ci si concentra per quanto si può sul report in inglese e poi via fuori verso il sole ingannevole. Ingannevole perchè in questi giorni nonostante il sole ci venga a trovare, il freddo la fa da padrone. Destinazione: Victoria and Albert Museum. Bellissimo. Io ho trovato tutti gli arredamenti per la mia futura casa, un poco modesta e spartana, ma ci si accontenta!
Finita la visita si è fatto un salto al pub da veri londinesi, spaghettata a casa da veri italiani e ora c'è la nanna, la nanna è internazionale.

domenica 10 febbraio 2008

Fireworks

In questo week end ho continuato a scoprire la città. Ieri sono stata a Regent's Park, ci si arriva scendendo alla fermata dell'underground Baker Street, sì sì proprio la via dove abitava Sherlock Holmes! Ho fatto una lunga camminata all'interno del parco, c'era tanta gente, i bimbi che giocavano, i ragazzi che leggevano al sole, le signore che sedevano sulle panchine e gli anatroccoli che nuotavano tranquilli nei vari laghetti. La seconda tappa è stata Selfridges, centro commerciale di lusso, tipo La Rinascente, ma più inacessibile. Giretto in centro, qualche negozio qua e là in cui dare qualche sbirciata e cercare di non cadere in tentazione...sì, è un'ammissione di colpa.
Oggi è Capodanno, in China si intende, the year of the rat! Per cui tutta la zona cinese di Londra, chinatown, già addobbata a festa da qualche giorno, oggi si è data ai festeggiamenti. Io e Michele abbiamo fatto fatica a farci un vargo tra la persone. Fiumana di gente, sfilata, rappresentazioni di arti marziali, palco in Trafalgar Square con cantanti, draghi che si muovevano e fuochi d'artificio in Leicester Square. Questi fireworks, fatti ogni ora, non mi hanno entusiasmato, con la luce poco appariscenti, solo gran botti e tanto fumo.
Un salto alla National Gallery per visitare la parte dedicata agli artisti italiani e il famoso dipinto di Leonardo: 'Virgin of the Rocks'. Ovviamente manca ancora una gran parte della galleria da visitare, si tornerà prima della partenza, fin'ora il quadro che preferisco è 'Sunflowers' di Vincent Van Gogh.
Ancora una volta mi sono fatta truccare e una farfallina si è posata sul mio volto.

sabato 9 febbraio 2008

Sunny!

Lunedì gli animi si sono scaldati al King's College.
Iniziamo la lezione con i colleghi inglesi, ignari dell'argomento e di quanto si rpendano a cuore le faccende di tipo etico.
Quali possono essere le questioni, i temi controversi che si possono affrotnare in classe?L'evoluzione, il sesso del nascituro, l'aborto, le radiazioni del cellulare, ingegneria genetica, questioni religiose...e mangiare polli! Dovete sapere che qui a Londra vanno ghiotti per le ali di pollo, non un pollo già crescetullo, ma uno ancora piccolino. La mia buddy, vegetariana, ha preso a cuore la discussione:"si mangiano troppo polli e poi con tutto quello che abbiamo da mangiare possiamo evitare tranquillamente di mangiare la carne!", al che le risposte arrivano da più fronti.
Quello a cui sono rimasta un pò basita è stato: "quanti di voi mangiano la carne di vitello?", a questa domanda del prof solo uno studente alza la mano...mah!
Martedì e mercoledì sono stati gli ultimi due giorni alla Queen's school. L'ultima lezione seguita era sui microrganismi, i ragazzi year 7, hanno utilizzato i microscopi per osservare le cellule di lievito con blu di metilene. Un vetrino è stato fatto bene, altri con un pò troppo blu di metilene, ma tutto sommato hanno fatto un buon lavoro! Poi hanno disegnato sul quaderno le loro celluline.
Ogni volta che si utilizzano gli strumenti si ricorda ai ragazzi che ci sono delle regole da rispettare duante un'attività di laboratorio, soprattutto che bisogna far attenzione.
Tornando dalla Queen's School verso la fermata del bus 142 ho fatto le foto della strada percorsa tante volte, c'era il sole, stavo bene e un pò mi spiaceva non tornarci più.
Giovedì e venerdì mi sono recata alla scuola di Simona St. Martin in the Fields School, facile da raggiungere in un'oretta nemmeno eccoci davanti alla scuola...e com'è piccola! Io, abituata alla mia scuola in mezzo al nulla con due strutture una di fronte all'altra e intorno diversi campi da football, capite che mi sembrava tutto molto ristretto!
Però interessante, il personale è molto gentile e smpatico, la particolarità è che si tratta di una scuola femminile e cattolica dove le studentesse sono quasi tutte di colore.
La conduzione delle lezioni è simile: uso di video, laboratori, schede, attività pratiche.
Di diverso è il fatto che, forse siccome le ragazze non rendono la vita facile ai professori, si cerca di arginare il problema attraverso appelli fatti più volte al giorno e l'incontro del venerdì mattina in auditorium in cui l'head teacher parla a tutta la scuola. In settimana era accaduto uno spiacevole inconveniente e la preside ha trovato un modo direi elegante e allo stesso tempo semplice, ma toccante, nel senso di riuscire a catturare l'attenzione, per renderlo noto alla scuola e soprattutto trarne una lezione di vita per tutti.
Da questa scuola c'è anche una vista spettacolare di Londra...nei due giorni ho preso due autubus "panoramici" diversi per tornare verso il centro e che spettacolo attraversare il Tamigi, passare di fianco al Big Ben e scendere in Trafalgar Square!
Oggi è sabato e c'è il sole...wow...questa città incomincia a piacermi!

domenica 3 febbraio 2008

Let it be

Cammina e cammina e si arriva alla Queen's School...fast walking tutti i giorni andata e ritorno.
All'andata è in salita, ma al ritorno in discesa. Alla fine la mia buddy mi ha dato un passaggio solo il primo giorno, poco male...l'importante è sapere la strada. Giovedì ho provato un pò di inviadia. L'argomento di scienze per una classe di 11 anni, year 7 (come dicono qui), era: i circuiti. I circuiti che tutti noi abbiamo studiato a scuola, ma quanti di noi avevano a disposizione cavi, lampadine, batterie per poterli far funzionare e vedere che se tutto collegato nel modo giusto la lampadina si accendeva?! Loro, invece, qui a 11 anni l'hanno fatto, la prof li ha invitati a disegnare sul quaderno il loro circuito e a fare una tabella con le variazioni di voltaggio.
Venerdì, invece, ho seguito un paio di lezioni di matematica per ragazzi di 16 e 11 anni, rispettivamente. Purtroppo non ho seguito la spiegazione di un argomento nuovo, ma solo ripasso. L'unica notazione che mi sembra di rilievo è che probabilmente gli argomenti vengono svolti più velocemente. I ragazzi di 11 anni erano gà alle esspressioni letterali. Alla fine della lezione il prof ha tenuto due ragazzini in classe perchè durante l'ora hanno disturbato, facendo così saltare a loro una parte della pausa pranzo.
Venerdì è arrivato uno dei miei fratelli, Claudio, con un suo amico. Questo fine settimana si può dire che ho ripassato "l'imperdibile" di Londra. Ho avuto anche l'occasione di ritornare a Greenwich, anch'io ora ho una foto vicino al meridiano, il primo meridiano della storia. Ieri sera siamo stati allo "Shekespeare" pub, un pub nel vero senso della parola. Sono contenta, mi manca casa e un pezzo di casa mi è venuto a trovare. Domani mattina all'alba riparte, mentre io sono già al giro di boa e il countdown è incominciato. C'è da rimboccarsi le maniche per tornare a casa preparati per gli esami finali e l'abilitazione, corro troppo, può essere...ma so già che queste settimane finali mi scivoleranno tra le dita.
In metropolitana ci sono sempre gli artisti di strada, hanno un loro spazio dove si esibiscono al pubblico frettoloso e distratto. Ti allietano il percorso e vivacizzano l'ambiente sottoreneo con la loro musica, sono davvero bravi. Mentre si faceva il lungo percorso per arrivare al Science Museum, ho visto un signore con un'arpa e gli ho fatto una foto, ho lasciato qualche monetina per la sua arte. Poi ho sentito da lontano un'altra canzone, questa volta lo strumento era la pianola, come non riconoscere: "let it be", Beatles. Le note richiamano le parole, qualcuno canta. L'umore migliora.