domenica 3 febbraio 2008

Let it be

Cammina e cammina e si arriva alla Queen's School...fast walking tutti i giorni andata e ritorno.
All'andata è in salita, ma al ritorno in discesa. Alla fine la mia buddy mi ha dato un passaggio solo il primo giorno, poco male...l'importante è sapere la strada. Giovedì ho provato un pò di inviadia. L'argomento di scienze per una classe di 11 anni, year 7 (come dicono qui), era: i circuiti. I circuiti che tutti noi abbiamo studiato a scuola, ma quanti di noi avevano a disposizione cavi, lampadine, batterie per poterli far funzionare e vedere che se tutto collegato nel modo giusto la lampadina si accendeva?! Loro, invece, qui a 11 anni l'hanno fatto, la prof li ha invitati a disegnare sul quaderno il loro circuito e a fare una tabella con le variazioni di voltaggio.
Venerdì, invece, ho seguito un paio di lezioni di matematica per ragazzi di 16 e 11 anni, rispettivamente. Purtroppo non ho seguito la spiegazione di un argomento nuovo, ma solo ripasso. L'unica notazione che mi sembra di rilievo è che probabilmente gli argomenti vengono svolti più velocemente. I ragazzi di 11 anni erano gà alle esspressioni letterali. Alla fine della lezione il prof ha tenuto due ragazzini in classe perchè durante l'ora hanno disturbato, facendo così saltare a loro una parte della pausa pranzo.
Venerdì è arrivato uno dei miei fratelli, Claudio, con un suo amico. Questo fine settimana si può dire che ho ripassato "l'imperdibile" di Londra. Ho avuto anche l'occasione di ritornare a Greenwich, anch'io ora ho una foto vicino al meridiano, il primo meridiano della storia. Ieri sera siamo stati allo "Shekespeare" pub, un pub nel vero senso della parola. Sono contenta, mi manca casa e un pezzo di casa mi è venuto a trovare. Domani mattina all'alba riparte, mentre io sono già al giro di boa e il countdown è incominciato. C'è da rimboccarsi le maniche per tornare a casa preparati per gli esami finali e l'abilitazione, corro troppo, può essere...ma so già che queste settimane finali mi scivoleranno tra le dita.
In metropolitana ci sono sempre gli artisti di strada, hanno un loro spazio dove si esibiscono al pubblico frettoloso e distratto. Ti allietano il percorso e vivacizzano l'ambiente sottoreneo con la loro musica, sono davvero bravi. Mentre si faceva il lungo percorso per arrivare al Science Museum, ho visto un signore con un'arpa e gli ho fatto una foto, ho lasciato qualche monetina per la sua arte. Poi ho sentito da lontano un'altra canzone, questa volta lo strumento era la pianola, come non riconoscere: "let it be", Beatles. Le note richiamano le parole, qualcuno canta. L'umore migliora.

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